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Firenze dice basta ai Kebab! Salviamo il Made in Italy

Tutti i nuovi locali che apriranno nel centro storico di Firenze devono vendere almeno il 70% di prodotti toscani, dal lampredotto al pecorino, dalla finocchiona al Chianti.

Un accordo firmato dal consiglio comunale la scorsa settimana costringe le nuove imprese a vendere cibi tradizionali locali scelti da un elenco di prodotti elaborato dalla Regione Toscana.

Firenze è un patrimonio mondiale dell’Unesco e il centro storico è visitato ogni anno da milioni di turisti.
E’ necessario battersi per non perdere l’identità dei centri storici e valorizzare le tradizioni del buon cibo italiano.

«Questo provvedimento — spiega Dario Nardella, sindaco di Firenze — arriva in una situazione difficile per le città d’arte, perché la deregulation Bersani-Monti ha cancellato qualunque forma di autorizzazione e controllo sulla vendita e la somministrazione di alimenti. L’effetto è stato lo snaturamento dei valori culturali del food in centro. Qui apre un ristorante a settimana, cibo di massa a soppiantare osterie e botteghe storiche. Noi vogliamo mettere un filtro contro questa dequalificazione».

“La sentenza è retroattiva per tutti i negozi, ma non ristoranti”, dice Stefania Crivaro, portavoce per il consiglio comunale, “ora hanno tre anni per garantire che il 70% dei loro prodotti sia di provenienza locale.”

Quella che possiamo definire gastro-crociata contro kebabbari e mini-market, già intrapresa da alcune città italiane, conosce un nuovo capitolo.
Anche Firenze dice basta ai Kebab! Come andrà a finire?

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