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Gnocco fritto: cos’è e dove si può mangiare

Prodotto tipico della tradizione, lo gnocco fritto è una delle specialità più sfiziose del cibo di strada emiliano. Per questo motivo viene proposto in tutta la Regione, nelle sagre, nei locali o in tutti i panifici.
Viene servito come spuntino, antipasto o piatto unico, spesso in abbinamento a salumi e formaggi del territorio.

Questo sfizioso prodotto assume nomi diversi a seconda delle zone e delle leggere varianti nella sua preparazione: viene chiamato Gnec Frett  a Modena e Reggio-Emilia, Crescentina nel bolognese, Torta Fritta a Parma, Chisulèn in provincia di Piacenza e Pinzino nel ferrarese.

Un po’ di storia
Le origini non sono note. Qualcuno associa questo piatto alla tradizione culinaria dei Longobardi, dal momento che utilizzavano molto lo strutto nella preparazione delle pietanze.
Esempio classico della cucina di strada emiliana, lo gnocco fritto è stato fin dopo la metà del Novecento uno degli alimenti della colazione contadina.

Curiosità
1) Lo gnocco fritto è stato inserito nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T.).
2) La popolazione locale rivendica l’uso dell’articolo ”il” davanti al nome ”gnocco”, invece di ”lo”, anche se grammaticalmente non è corretto.
3) Esiste una ”Confraternita del Gnocco d’Oro”, fondata nel 2011 da un’associazione di gourmet modenesi, per promuovere e tutelare la gastronomia tradizionale.
4) La ”Sagra del gnocco fritto”, che si tiene nella Valle del Samoggia, è entrata nel Guinness dei primati per il più grande gnocco fritto mai preparato.

Che cos’è e come si prepara
Lo gnocco fritto non è altro che pasta di pane, fritta nello strutto.

Ingredienti per 4 persone:
1 kg di farina
70 g di strutto
Q.B. acqua minerale gassata
Q.B. latte
2 cucchiaini di sale
Q.B. olio per friggere.

Innanzitutto si prepara un impasto di farina e strutto, unendo sale e acqua minerale frizzante, per aiutare la lievitazione. Alcuni aggiungono anche un po’ di latte, in modo da renderlo più soffice. Dopo aver lavorato la pasta, la si stende in una sfoglia sottile da tagliare in rombi o rettangoli, che vanno poi fritti da ambo i lati. Non appena lo gnocco si gonfia al centro e prende il classico colore dorato, va scolato e adagiato su carta assorbente.

Come si mangia
Regola numero uno: lo gnocco fritto va mangiato ben caldo! È talmente dorato e soffice che si gusta volentieri anche da solo. Se però è accompagnato da salumi, formaggi molli e da un buon bicchiere di Lambrusco, diventa addirittura irresistibile.
Per chi ama l’abbinamento dolce salato, poi, nulla vieta di mangiarlo anche con la Nutella.

Essendo un piatto economico, sfizioso e da condividere, è spesso protagonista delle cene tra amici, sia a casa che fuori.

Dove andare allora per gustare questa specialità? Vi proponiamo qui una lista di locali che abbiamo selezionato per voi.

L’Insolito Bar (Modena)
Alle porte del Parco Ferrari, è possibile assaggiare uno gnocco fritto ”stellato”, accompagnato da affettati DOP e IGP e da formaggi locali.
Lo street chef Daniele Rossi è stato infatti più volte premiato per la sua personalissima ricetta, anche dalla citata ”Confraternita del Gnocco d’oro”.

Crescenteria La Chersenta (Modena)
Da più di dieci anni, Silvana Migliori rallegra la pausa pranzo dei propri avventori con la tradizionale crescentina, in formato classico o maxi.
La Crescenteria offre inoltre lo gnocco da cuocere in casa, preparato rigorosamente secondo la tradizione modenese.

Trattoria Il Borlengaio (Zocca – Modena)
Questa trattoria prende il nome dal borlengo, un’altra specialità tipica dell’appennino modenese. Tuttavia Michele Melchiorri serve ai suoi clienti anche gustosissime crescentine. L’ideale, insomma, per chi vuole togliersi più di uno sfizio.

Panetteria Giacomazzi (Parma)
La torta fritta è il punto forte di questa panetteria, situata a pochi passi dalla centralissima piazza Garibaldi e in attività da quarant’anni. Distribuite tra Parma e provincia si trovano anche altre rivendite della stessa azienda, in cui poter gustare il celebre prodotto.

Chiosco ai Pini (Borgo Panigale – Bologna)
Locale caldo ed accogliente, immerso nella pineta, offre tutto l’anno le tradizionali crescentine, in abbinata con le altrettanto classiche tigelle. I più golosi potranno accompagnarle non solo a salumi e formaggi, ma anche al tipico pesto di lardo e spezie, alla mostarda bolognese e al ragù di prosciutto.

Cusina e Butega (Ferrara)
Questo ristorante e bottega, dove gustare e acquistare i piatti tipici della tradizione emiliano – romagnola, si trova a due passi dal Duomo di Ferrara. Per chi decide di fermarsi a mangiare qui, il pinzino viene servito come antipasto, con taglieri di formaggi e salumi.

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