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La pizza come patrimonio dell’Unesco

La pizza è uno dei simboli gastronomici Made in Italy” più conosciuti al mondo, uno dei più importanti del nostro Paese.

La Commissione di valutazione nazionale per l’Unesco, riunitasi oggi, 4 marzo 2016, a Roma, ha confermato la candidatura italiana per l’iscrizione dell’Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
La candidatura sarà valutata dall’Unesco, con sede a Parigi, nel 2017.

«Proseguiamo a valorizzare il made in Italy dopo il grande successo di Expo», commenta il ministro Martina.
Ora il dossier sarà trasmesso all’Unesco e inizierà un lungo e complesso negoziato che coinvolgerà oltre 200 Paesi, «specialmente perché fino ad ora mai l’Unesco ha iscritto una tradizione connessa ad una produzione alimentare», osserva il curatore legale del dossier Pierluigi Petrillo.

Per la Commissione designatrice «l’arte dei pizzaiuoli ha svolto una funzione di riscatto sociale, elemento identitario di un popolo, non solo quello napoletano, ma quello dell’Italia. È un marchio di italianità nel mondo».

La falsificazione dei prodotti alimentari made in Italy, si allarga tuttavia a macchia d’olio, per questo difenda fondamentale la candidatura della pizza come patrimonio dell’Unesco!
Gli statunitensi, nell’imminente fiera di Las Vegas, avrebbero proposto la pizza american style.

Ora si riparte per ottenere una vittoria in sede internazionale», ha detto l’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione #PizzaUnesco che ha raccolto finora 850mila firme.
E il 14 marzo sarà portato alla sede Unesco di Parigi il primo milione di firme.

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