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Ricetta originale dello sfincione palermitano

Lo sfincione è un piatto tipico siciliano e si potrebbe anche dire che è la vera pizza dei palermitani.

Perchè si chiama sfincione?
Si definisce con il nome sfincia qualcosa di soffice come recita il detto: “e’ muoddu comu na sfincia”morbido come una sfincia) e basta guardare la pasta ben lievitata e morbida per capire che non ci sarebbe mai stato termine più appropriato per definirlo.
In realtà alcuni pensano anche ad una origine araba del nome ﺍﺴﻔﻨﺞisfanǧ.

Qual’è la differenza tra lo sfincione bagherese e quello di Palermo?
La differenza che salta subito all’occhio è l’assenza di salsa in quello bagherese. A Palermo i semplici elementi base vengono arricchiti con della salsa di pomodoro ed altri ingredienti come acciuga e caciocavallo che danno loro un sapore diverso.
Lo sfincione realizzato a Bagheria è dolce, morbido ed arricchito con ricotta e mollica.

Come nasce?
“U Sfinciuni” nasce dalla fantasia del nostro popolo di realizzare un pane che sia diverso dal solito così da poter celebrare il Natale in maniera unica.
Si pensa che lo sfincione sia stato inventato, da alcune suore, all’interno del monastero di San Vito a Palermo.

A Bagheria è il tradizionale piatto principale del menù che si prepara il giorno prima di ogni festa natalizia (Immacolata, Natale, Capodanno ed Epifania). La preparazione di questi sfincioni avviene esclusivamente in questo periodo, tranne soltanto quando ci si preparava per la festa del fidanzamento, il cosiddetto “appuntamientu“, che avveniva in casa della promessa sposa.

A Palermo anche lo sfincione è uscito dal tempo mitico della festa per entrare in quello ordinario.
Ora si può acquistare tutti i giorni, tanto è presente in ogni rosticceria, come Nino U’ Ballerino dal 1802 o l’ Antica Focacceria San Francesco.

    Rispetto al classico, quello fatto in casa risulta poco meno croccante, ma si è liberi di abbondare con il condimento.
    Vediamo come si prepara con la ricetta originale dello sfincione palermitano:

    Ingredienti per 4 persone:

    • 800 g farina
    • 25 g lievito di birra
    • 2 cipolle
    • 500 g pomodori pelati
    • 100 g caciocavallo fresco a fettine
    • 100 g filetti di acciuga sott’olio
    • Origano
    • Pangrattato
    • Olio extravergine d’oliva
    • Sale, pepe

    Impastare la farina con il lievito, sciolto in poca acqua tiepida. Lavorate energicamente l’impasto, incorporando altra acqua salata, fino ad ottenere una pasta molto morbida.

    Trasferite il composto in una terrina infarinata e lasciatelo lievitare, coperto con un canovaccio, per 2 ore. Nel frattempo, fate appassire le cipolle, affettate finemente, in un tegame con un filo d’olio e qualche cucchiaio d’acqua. Unite i pomodori, schiacciati con la forchetta, una presa di sale e una spolverata di pepe e cuocete, su fiamma moderata, per una ventina di minuti. Stendete la pasta lievitata ad uno spessore di un paio di centimetri, in una teglia unta d’olio e cospargete la superficie con le acciughe spezzettate.

    Coprite con le fette di formaggio e spargetevi sopra la salsa di pomodoro. Spolverizzate di pangrattato e origano; infornate lo sfincione a 220° e cuocete per una ventina di minuti.

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