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Street food a Roma: 5 specialità della Capitale

Gironzolando per le strade di Roma, alla ricerca delle tracce della sua storia millenaria, è inevitabile che, ad un certo punto, si avverta un certo languorino, una voglia di un pezzo di pizza.
E quando si parla di pizza a Roma, si può facilmente immaginare un bel pezzo di focaccia farcito; da Pizzarium, a pochi passi dalla stazione della metropolitana, si possono gustare pizze con ingredienti davvero unici. Il cuoco infatti ama sperimentare, sempre però usando gli ingredienti della tradizione. Come resistere ad una gustosa pizza condita con fichi e pecorino romano?

Se poi si vuole rispettare la tradizione fino in fondo, basta cercare l’ape rosa di Pizza&Mortazza, per avere una bella pizza bianca ripiena di mortadella.

Secondo solo alla pizza è il piacere di mangiarsi un bel panino farcito mentre si ammirano le antiche arcate del Colosseo, o si passeggia sul lungotevere.
Con cosa si può riempire un panino romano se non con la porchetta? Er Buchetto 1890, uno dei locali storici di street food a Roma. Fu aperto nel 1890 e si raggiunge con facilità, poiché è a pochi passi dalla stazione Termini. Qui, oltre a gustare un bel panino con la porchetta realizzata secondo la ricetta tradizionale, si può anche bere un buon calice di vino dei Castelli.
Da Gaudeo, si può trovare una più ampia varietà di condimenti, e ordinare un panino con prodotti selezionati, salumi e formaggi, provenienti dalle varie regioni italiane. Inoltre si può scegliere cosa bere all’interno di una selezione di birre artigianali.

Se si visita Roma non si può dire di aver vissuto fino in fondo la città se non ci si concede un assaggio del suo famoso fritto. Il più tipico dell’Urbe è il baccalà, che si può gustare preparato alla perfezione da RosticceRì, che si trova a pochi passi dal Pantheon e da Piazza Navona. Qui ogni ricetta della tradizione romana viene rivisitata in chiave take away, così che lo street food si unisce alla cucina delle nonne in un connubio davvero indescrivibile!
Da Supplizio si possono acquistare degli squisiti supplì rossi e bianchi, ma anche tocchetti di crema fritta, crocchette di patate e altri cibi, fritti e non, da poter consumare passeggiando sul lungotevere del Sangallo.

La pizza è tipicamente napoletana, anche se ormai si può dire nazionale; invece la pinsa è solo romana! Se si visita Roma bisogna assolutamente assaggiare questa focaccia che in molti considerano l’antenata della pizza. Nell’antica Roma si preparava usando cereali e acqua; oggi è stata rivisitata in chiave moderna ma non ha perduto nemmeno un po’ del suo gusto e del suo fascino. La vera pinsa si può gustare da Pinsere, farcita nei modi più disparati; viene infatti servita con ciauscolo e stracchino, o arricchita con fiori di zucca e provola.
Ottima anche la pinsa preparata da Magnifico Eat, locale che ha il vantaggio di trovarsi a pochi passi da piazza Barberini e dall’omonima fermata della metropolitana.

Dopo aver mangiato uno degli street food più tipici di Roma, ci si deve concedere qualcosa di dolce e rinfrescante, come una bella grattachecca. Quando ancora non esistevano i frigoriferi, per tenere in fresco i cibi si usava un blocco di ghiaccio, che era detto checca. Da qui deriva il termine grattachecca, che è una granita un po’ speciale.
Nel Tempio della Grattachecca, che si trova sul lungotevere in Augusta, si può assaggiare proprio come veniva fatta una volta, con ghiaccio grattugiato, zucchero e frutta fresca fatta a pezzi. Davvero deliziosa in estate!
Da Sora Mirella, che sta proprio di fronte all’isola Tiberina sul lungotevere degli Anguillara, il ghiaccio viene grattato a mano e aromatizzato con sciroppi all’amarena, al tamarindo, al cedro. Roma sembrerà ancora più bella, con una grattachecca rinfrescante in mano!

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