Accedi con
oppure

Un bouquet di fiori? No, meglio un bouquet di asparagi

L’asparago è uno dei protagonisti in cucina: buono, colorato, versatile. Inoltre è afrodisiaco, per cui val bene regalarlo al posto di un bouquet di fiori per un successo assicurato.

Le origini
L’asparago è giunto nel bacino del Mediterraneo grazie alla civiltà egizia, più di 2000 anni fa; mentre però non vi sono testimonianze circa il suo utilizzo nella cucina greca, numerose ne sono state trovate risalenti al 2000 a.C., ai tempi dell’Antica Roma. Il più antico documento sull’asparago è stato scritto da Teofasto, ed è l’opera “Storia delle piante”, tema ripreso in uno dei 152 capitoli del “De Agricoltura” di Catone e successivamente anche da Plinio. Si racconta che gli imperatori romani fossero ghiotti di asparagi, tranne uno, Giulio Cesare, che dopo averlo assaggiato per la prima volta a Milano lo aveva cassato come “pessimo”.

Diversi colori per un arcobaleno di sapori
Nei secoli, grazie anche ai diversi esperimenti di forzatura, si sono diffuse diverse cultivar in tutta l’Europa, caratterizzate ognuna da un diverso colore: c’è l’asparago bianco – di cui i più famosi sono l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP e l’Asparago Bianco di Bassano DOP –, l’asparago verde – noto l’Asparago Verde di Altedo IGP – e quelli meno noti come l’asparago rosa – diffuso nella zona di Monza e Brianza – e l’asparago violetto – del savonese.

    Il potere afrodisiaco dell’asparago
    Numerose sono le proprietà nutrizionali riconosciute all’asparago, che oltre a essere un potente diuretico è anche un ottimo antidepressivo e un naturale afrodisiaco. Probabilmente dovuto alla sua forma, che richiama il fallo maschile, l’asparago veniva anticamente consigliato sia alle donne che agli uomini; alle prime contro la frigidità, ai secondi per curare l’impotenza e aumentare la fertilità. Nella zona di Bassano del Grappa, culla dell’asparago bianco, si usa ancora consumarlo durante il pasto nuziale in segno di buon auspicio per la coppia.

    L’asparago in cucina
    Si racconta che Luigi XIV, per via del suo gusto e delle sue proprietà afrodisiache, fosse ghiotto di asparagi, tanto da aver fatto erigere nella sua reggia di Versailles un obelisco in onore del suo giardiniere che era riuscito a trovare un modo per coltivare asparagi tutto l’anno. Qui in Francia, così come in Germania, l’asparago si consumava con salsa al burro o vinaigrette, mentre in Italia è oggi il protagonista di risotti, vellutate e crêpes.

    Seguici su Facebook e scopri il meglio dello street food

    1
    Precedente Sucessiva

    Chiudi la gallery Torna su